In materia di Irpef la riforma fiscale dovrebbe confermare il cd. “modello duale” già conosciuto e parzialmente messo in pratica. Di fatto la tassazione duale distingue i redditi derivanti dall’investimento in capitale ed immobili, per cui vale un’imposta proporzionale, da quelli derivanti dal lavoro – soggetti ad una progressività.
All’orizzonte, sul piano delle aliquote Irpef, vi potrebbe essere una sorta di alleggerimento e la possibilità di ridurle a tre – 23%, 27% e 43%. Ma chiaramente su questo punto andranno rintracciate le coperture ad hoc – e senza ricorrere allo scostamento di bilancio.
L’obiettivo del Governo per i prossimi 5 anni è e resta quello della flat tax al 15%, vale a dire un’aliquota fiscale unica per tutti sia per autonomi, che già ne beneficiano, che per i lavoratori subordinati – entro un limite di reddito di 85mila euro. Si parla in questo periodo di una possibile inclusione della flat tax nelle aliquote Irpef, come primo scaglione per tutti i redditi.

